martedì 27 marzo 2012

Radiatori alla coque



Tra le litigate con Fede e i cambiamenti delle abitudini alimentari di Nina il mio cervello è sempre più in pappa. Sul primo argomento stendo un velo di burro, per quanto riguarda l’approccio di Nina col cibo, niente paura: non è diventata inappetente ma dall’alto dei suoi quasi sei dentoni è lampante che le pappe comincino ad andarle strette. Ora preferisce mozzicare, masticare, toccare il cibo, fregare dai piatti dei grandi, sperimentare gioie e dolori del cucchiaio. E quindi adesso la pera invece di spappolargliela gliela do in mano e lei se la mangia. Ma pera sbucciata non è una ricetta e allora mi sono un po’ arenata in una crisi creativa e culinaria. Quando andiamo da Mosca le mettono una focaccina in bocca appena la vedono e penso che qualsiasi cosa io possa inventarmi non sarà mai buona come le focaccine di Mosca e mi deprimo. Nina ormai dice la sua anche sui formati di pasta: le tempestine e i semini hanno lasciato il posto a ditaloni (eh sì, si chiamano così), radiatori (eh sì, si chiamano così), ruote, mezze maniche, spaghetti e linguine. Io mi sono arresa anche al sale. E un po’ di sale grosso nell’acqua della pasta lo metto, ché la pasta sciapa per quanto la si possa imbottire di parmigiano non è un granché. I radiatori sono un formato perfetto per Nina. Sono belli grandi e consistenti però anche facili da masticare e inghiottire (le mezze maniche per esempio hanno più o meno la stessa dimensione ma preferisco spezzarle in due per evitare strozzamenti vari). Li ho uniti all’uovo, ma non è una pasta alla carbonara, è una banale pasta alla coque.


Mentre i mitici radiatori cuociono nell’acqua salata, si prepara un semplice uovo alla coque (tre minuti in acqua bollente e poi un attimo sotto l’acqua fredda). Si mette il tuorlo nel piatto e si sbatte con un goccio d’olio e un po’ di parmigiano fino a ottenere una crema. Si condiscono i radiatori e voilà. Non sarà la carbonara, ma sempre meglio della pastina in brodo.


12 commenti:

  1. Hahaha! Ciao, piacere di conoscerti! Devo dire il vero la tua ricetta mi piace moltissimo perché io preferisco molto di più l'uovo alla coque che più rappreso! La proverò quanto prima!
    A presto e grazie per essere passata da me
    p.s. ma la tua bimba quanto ha?

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  2. Piacere mio! Nina ha quasi sedici mesi e va matta per la pasta.

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  3. I love your photography and recipes!

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  4. laziadicampagna27 marzo 2012 17:25

    Ninetta stavolta è di bocca buona. Mi aspettavo qualche ricetta colorata che richiamasse la primavera e solleticasse il palato già esigente della piccola. E invece il pasto è un po' rude, il titolo richiama non so perché i traslochi, ma per fortuna Ninetta è felice. Per lei ci saranno sicuramente degli intingoli migliori. Quanto al sale, dissento: perché non lasciare che il parmigiano faccia la parte del sapido?

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  5. il titolo richiama il trasloco... in effetti a casa nuova ci sono dei radiatori, ma così brutti che Fede li vorrebbe strapazzati, altro che alla coque.

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  6. ma ciaoooo!!! Pensavo che Nina fosse stata messa a dieta ma fortunatamente scopro che dalle pappine siamo passate da qualcosa di più concreto come la pasta. Dai, non cedere al sale....! :-)

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  7. dite che andrò all'inferno per un po' di sale nell'acqua della pasta?

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  8. Ciao Alice vorrei invitarti ad un'iniziativa che ho lanciato sul mio blog che potrebbe interessarti, quando hai 5 minuti fai un salto dalle mie parti? Grazie

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  9. Ciao Alice ma che fine hai fatto?? tutto bene?
    Laura

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  10. ciao Laura! in questo periodo sono un po' latitante. posterò presto (spero) una nuova ricetta. Da adulti, perché ormai Nina mangia praticamente tutto.

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